Wu Ming / Compagnia Fantasma

Mohock Club Suite
8’32’’

Compagnia Fantasma @ Copyleft

– COMPAGNIA FANTASMA 

Can you introduce the Compagnia Fantasma project and explain how the collaboration with Wu Ming Foundation began? 

‏Compagnia Fantasma (Daniele Bergonzi, Andrea Giovannucci, Alessandro Giovannucci, Stefano D’Arcangelo and Cristina Buono “Producer”) was born on October 2, 2002, in Bologna and it is a theater collective that brings together a group of artists (and friends) who likes to work together. The theater gives us the opportunity to convey in a single means of expression interests, passions and skills that accompany each of us for many years. The literature, the sound and the rhythm of speech, music, and of course the acting, are the fundamental points of our research and of all our productions.
‏From the beginning, we worked in theaters, as well as in pubs, taverns, in folk festivals and also in radios.
‏Our research (also on the audio-fiction and works especially for the radio and listening in streaming) wants to re-establish a relationship of real interest among the audience or the listeners of an event and the event itself.
‏The collaboration with Wu Ming started between 2004 and 2005; our interest was direct to a collective work and to their books as dramatic material to work on for our shows. And for a series of meetings and coincidences that occurred around festivals, radio and other entertainment venues. Over the years we have had the pleasure of working on several texts by Wu Ming, to be involved in some of their solo and collective projects and our partnership is still active as we host in the center of theatrical training Laboratorio41 in Bologna the “Wu Ming-Lab” which is a workshop of analysis, assembly, disassembly, construction and detoxification of stories, myths, tales and legends. In addition to that we are also working on a performative presentation for L’armata dei sonnambuli, the latest novel written the Wu Ming.
At the festival we will listen to your contribution Mohok Club Suite, an extract from the book by Wu Ming Manituana (2007). What were the technical and acting choices that you have adopted to adapt the original text to the radio format?

‏The dramaturgical treatment of Manituana has been relatively simple to us. And a lot of fun. We have always been taking care of literature by editing, scripting and sometimes rewriting the text to turn a good book into a play and then into a show. With Manituana we had an easy time because we found that the characters and the writing were already suitable for our interpretation and to set to music. Our work on the rhythm and on the strong relationship between acting and music took place in a natural way. The preparation of the show and the Mohok Club Suite audio adaptation occurred almost simultaneously and deviate very little from each other.

‏In the studio something very similar to what occurs on stage happens. Two actors at the microphone tell a story, giving voice to their characters and their stories, the two musicians bring into the scene the sound character with which the actors enter into a relationship. And everything is recorded.

– WU MING

Could you talk briefly about other experiences in which your texts have been transposed into recited pieces? What did you want to investigate?

Our method of collective writing provides continuous sessions of aloud reading of the text, to amend it and correct it together. This means that our texts are, from the outset, very
‏suitable to be recited, chanted, recited. We ourselves love to read them in the many encounters we have with the readers, because we consider important that our pages “sound right”. 
For over a decade, then, we have experienced forms of interaction between recited / chanted / sung text and music. We did it with the novels and texts written specifically for this type of shows (reading, concert readings, musical declamation, etc.). This is testified by the audio books Pontiac. Storia di una Rivolta, published by Vincent Books, and Basta uno sparo (Transeuropea). 

In addition to that, an entire section of our blog Giap collects live recordings of other projects, such as Surgelati, Emilio Comici Blues, Quattro, Zò bot, Arzestula, L’alfabeto delle orme… 
In this way, thanks to the addition of music, we realized that our stories reach a wider audience, an audience that often would not encounter them between the pages of a book. We believe that a narrator has to tell by any means, and the voice is perhaps the most necessary of them all.
Could you tell us about your relationship with the the radio medium?

‏We all have had connections with the radio. We can say that we met through a broadcast, “Radio Blissett,” which was produced in the studios of Radio Città del Capo, in Bologna, in the mid-nineties. And it has been a couple of years since we tried to find a way and the time to return to express ourselves through the ether.

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– COMPAGNIA FANTASMA 

Potreste presentarci il progetto Compagnia Fantasma e spiegare come è iniziata la collaborazione con Wu Ming Foundation?

La Compagnia Fantasma (Daniele Bergonzi, Andrea Giovannucci, Alessandro Giovannucci, Stefano D’Arcangelo e Cristina Buono “Producer”) nasce il 2 ottobre 2002, a Bologna ed è un collettivo teatrale che raduna un gruppo di artisti (e di amici) a cui piace lavorare insieme. Il teatro ci dà la possibilità di convogliare in un unico mezzo espressivo interessi, passioni e professionalità che accompagnano ognuno di noi da molti anni. La letteratura, il suono e il ritmo della parola, la musica, e ovviamente la recitazione, sono i punti fondamentali del nostro lavoro di ricerca e di tutte le nostre produzioni. Fin dall’inizio “appariamo”, oltre che nei teatri, anche nei pub, nelle osterie, nei circoli di aggregazione sociale ed alle feste popolari e anche nelle radio.
La nostra ricerca (anche sul piano dell’audio-narrativa e di lavori pensati per la radio e l’ascolto in streaming) vuole ristabilire un rapporto di vivo e reale interesse tra spettatori o ascoltatori di un evento e l’evento stesso.
La collaborazione con Wu Ming è nata tra il 2004 e il 2005. Per il nostro interesse al lavoro collettivo e ai loro libri come materiale drammaturgico su cui lavorare per i nostri spettacoli. E per una serie di incontri e concomitanze avvenute attorno a festival, radio e luoghi di aggregazione. Nel corso degli anni abbiamo avuto il piacere di lavorare su diversi testi di Wu Ming, di essere coinvolti in alcuni loro progetti collettivi e solisti e a tutt’oggi il nostro sodalizio è attivo avendo il piacere di ospitare nel centro di formazione teatrale Laboratorio41 a Bologna “Wu-Ming Lab”: officina di analisi, montaggio, smontaggio, costruzione e disintossicazione di storie, mitologie, racconti e leggende. Oltre ad essere in cantiere la presentazione “performativa” della Compagnia Fantasma per L’Armata dei sonnambuli, romanzo collettivo di Wu Ming da poco uscito.
Al festival ascolteremo il vostro contributo Mohok Club Suite, un estratto dal libro di Wu Ming Manituana (2007). Quali sono state le scelte tecniche e recitative che avete adottato per adeguare il testo originale al format radiofonico?

“Trattare” drammaturgicamente e quindi recitativamente e tecnicamenteManituana per noi è stato relativamente semplice. E molto divertente. Da sempre ci occupiamo di letteratura compiendo un’operazione di montaggio, sceneggiatura e a volte anche riscrittura per trasformare un buon libro in un testo teatrale e quindi in uno spettacolo. Con Manituana abbiamo avuto vita facile trovando dei personaggi ed una scrittura già pronti per l’interpretazione e la musicalizzazione. Il nostro lavoro sul ritmo e sulla forte relazione tra recitazione e musica è avvenuto in maniera naturale. La preparazione dello spettacolo e la realizzazione audio di Mohok Club Suite sono avvenute quasi contemporaneamente e si discostano poco l’una dall’altra.

In studio avviene qualcosa di molto simile a quello che accade sul palco. Due attori al microfono raccontano una storia dando voce ai loro protagonisti e alle loro vicende, due musicisti fanno entrare in scena (scena reale o d’ascolto) il personaggio sonoro con cui gli attori entrano in relazione. E il tutto viene registrato.

– WU MING

Potreste parlarci brevemente di altre esperienze in cui i vostri testi sono stati trasposti in pezzi recitati? Potresti indicarci quali aspetti vi interessa indagare in questo passaggio?

Il nostro metodo di scrittura collettiva prevede continue sessioni di lettura ad alta voce del testo, per emendarlo e correggerlo insieme. Questo fa sì che i nostri testi nascano già molto adatti per essere declamati, salmodiati, recitati. Noi stessi amiamo leggerli nei tanti incontri che facciamo con i lettori, perché riteniamo importante che le nostre pagine “suonino bene”. Da oltre una decina d’anni, poi, abbiamo sperimentato forme di interazione tra testo declamato/salmodiato/intonato e musica. Lo abbiamo fatto con i romanzi e con testi scritti appositamente per questo tipo di spettacoli (reading, letture concerto, declamazioni musicali, ecc). Ne sono testimonianza gli audiolibri Pontiac. Storia di una Rivolta, edito da Vincent Books, e Basta uno sparo(Transeuropa). Inoltre, un’intera sezione del nostro blog “Giap” raccoglie registrazioni dal vivo di altri progetti, come Surgelati, Emilio Comici Blues, Quattro, Zò bot, Arzestula, L’alfabeto delle orme…. In questo modo, grazie al connubio con la musica, abbiamo visto che le nostre storie raggiungono un pubblico più vasto, un pubblico che spesso non le incontrerebbe, tra le pagine di un libro. Crediamo che un narratore debba raccontare con ogni mezzo necessario, e la voce è forse il più necessario di tutti.

Potreste parlarci del vostro rapporto con il mezzo radiofonico?

Tutti quanti abbiamo trascorsi radiofonici. Si può dire che ci siamo conosciuti grazie a una trasmissione, “Radio Blissett”, prodotta negli studi di Radio Città del Capo, a Bologna, alla metà degli anni Novanta. Ed è ormai da un paio d’anni che proviamo a trovare il modo, e il tempo, per tornare ad esprimerci anche attraverso l’etere.


http://www.wumingfoundation.com/giap/?page_id=7215
https://soundcloud.com/wu-ming-foundation/sets