Maria Chiara Ziosi

Songs from a rat hole
9’26”
2021

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Songs from a rat hole is the audio track of an imaginary voice.

The three selected fragments, through different tones and registers, suggest a place that is difficult to circumscribe, where the process of imagination blurs with reality. In addition to the spatial threshold often mentioned by the narrator, the temporal boundary evoked by an almost apocalyptic vision is also taken into account.

Here fiction could be reality and reality could be fiction.

In this space where claustrophobia and claustrophilia seem to coincide, the voice tries to define itself by an episodic soundscape that suggests its paths.

Here listening is the only means of orientation and the constant attempt to self-narration is the only way for the voice to assert its presence.

Faced with the difficulty of distinguishing the true from the false, is it possible to conceive imagination not as an illusory escape, but as a need to recognise oneself?


Songs from a rat hole è la traccia audio di una voce immaginaria.

I tre frammenti selezionati, attraverso diversi toni e registri, suggeriscono un luogo difficilmente circoscrivibile, in cui il processo di immaginazione si sfuma con la realtà. Oltre alla soglia spaziale spesso citata dal personaggio narrante, ad essere preso in causa è anche il confine temporale evocato da una visione quasi apocalittica.

Qui la finzione potrebbe essere realtà e la realtà potrebbe essere finzione.

In questo spazio in cui claustrofobia e claustrofilia sembrano coincidere, la voce cerca di definirsi su un tappeto sonoro episodico che ne suggerisce i percorsi.

Qui l’ascolto è l’unico mezzo di orientamento e il costante tentativo di auto-narrazione è per la voce l’unico modo di affermare la propria presenza.

Di fronte alla difficoltà di distinguere il vero dal falso, è possibile concepire l’immaginazione non come fuga illusoria, ma come necessità di riconoscersi?