Marcello Anselmo

Koloniale Maschine/ Macchina Coloniale /Colonising Machine
7’19’’ – 2015

anselmo

Una narrazione sonora di Marcello Anselmo (2015)

 

 

Lo spazio coloniale è la dimensione dell’appropriazione delle risorse naturali ed umane di un continente da parte di una civiltà industriale, un aggressore potenziato da strumenti sconosciuti in grado di sovvertire l’ordine delle cose esistenti. Le macchine, l’automazione dei processi produttivi e la loro scala di massa sono alla base della rapina coloniale.
Lo spazio coloniale è anche il campo di battaglia dove elementi sonori provenienti dalla natura hanno vissuto (e vivono) l’assedio di vibrazioni metalliche.
Così come l’elettricità ha dilatato il giorno a svantaggio della notte, le macchine hanno confuso l’udito, costruito suoni spaventosi, modificato la percezione sonora, dando vita ad una sorta di rapsodia sgrammaticata all’assalto dell’armonia sonora di un silenzio ormai sconosciuto. Silenzio che non è vuoto, ma spazio sonoro composto dai suoni che definiscono l’alternarsi del giorno e la notte.
Lo spazio coloniale è anche la sostituzione di credenze, lingue e canti che impongono sonorità artificiali, esogene.
Macchina coloniale prova a raccontare l’assedio che la tecnica continua a perpetrare all’armonia, o forse a narrare le forme del conflitto coloniale  – descritte in linguaggi molteplici – dalla prospettiva del suono.
I materiali che compongono la narrazione sonora sono stati registrati tra l’Africa orientale e l’Europa meridionale.