Helicotrema 2017 Open Call

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A special internet listening session, from the Open Call, will be presented on the Helicotrema website, featuring works by:

Laura Lovatel
Filippo Tappi
Chloé Despax
Mauro Sambo

Laura Lovatel, “Senza titolo”, 6’19” – 2017

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La lettura di uno scritto, avvenuta su una spiaggia, un tardo pomeriggio, lo scorso giugno, ad Atene, sfuma in una lieve musica.

Voce: Jane Fawcett

Filippo Tappi, “Con tendenza a perdere”, 7’32” – 2017

CON TENDENZA A venezia 2Cosa accade quando la parola che esce dalla mia bocca raggiunge la tua mente?
Che distanza c’è tra questa parola e il tuo gesto?
Questa distanza è ampliabile?
Questa distanza è praticabile?

Una voce dà flebili ordini di movimento.
Invece che eseguirli, l’invito è a smarcarsi e assaporare lo sviamento.

Ideazione: Filippo Tappi
Voce: Sara Masotti
Sostegno: santarcangelo festival internazionale del teatro in piazza
e Aula 2B (Anna Biagetti, Margherita Morgantin, Filippo Tappi, Italo Zuffi)

Chloé Despax, “El Gat”, 10′, 2016

El gat view master

At the centre of Barcelona’s Rambla del Raval proudly stands the monumental bronze sculpture by Botero « El Gato ».
Through a wide range of specific recording devices and participative approaches, Chloé Despax recreates the great cat’s subjective hearing of its surroundings – the hidden soundscapes, the passersby, the tourists – to reveal some of its long-kept secrets. The public space is thoroughly and collectively explored, then reconstructed into a musical, playful, polyphonic and intimate sound-piece, with a visual support of the photograph Aylen Torres.
« El Gat » was produced during an artist residency in La Place Barcelona, from September 12th to September 24th, 2016.

Hörspiel / Sound Installation
Produced by Empreinte / Atelier de Création Sonore et Radiophonique and Galerie La Place

Mauro Sambo, “5 settembre 2017″, 5’22”, 2017

unnamed5 settembre 2017
Mauro Sambo – contrabbasso, elettronica, field recordings all’interno dei padiglioni della Biennale d’arte di Venezia del 2015, tra le tante voci quella di Robert Smithson…
Il punto di partenza è sempre un registratore portatile, registro qualsiasi cosa reputi “interessante”, dal suono dei miei strumenti acustici (ance, percussioni, flauti, corde) ai suoni più imprevedibili registrati per strada.
Il lavoro successivo sui suoni incamerati è un lento processo, per ogni suono, creo loop e alterazioni che a seconda dei casi lo mantengono riconoscibile o lo stravolgono completamente. Il punto di partenza di tutto il mio lavoro è il suono acustico (solo in rari casi uso dei suoni campionati) che con le “manipolazioni” diventa via via sempre più elettronico.
Nel momento stesso in cui registro un suono, so già con quali altri suoni dovrà convivere. Adopero i suoni come adopero i materiali per le mie opere visive, il mio approccio alla musica è sicuramente un metodo legato alla visione.