Gaia Formenti

Poesie Criminali
6’24”
2017

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Durante attente letture dei verbali di alcuni dei più noti processi di cronaca nera italiana degli ultimi vent’anni, mi meravigliavo per la naturale liricità che i tecnicismi del linguaggio processuale, scientifico e poliziesco regalavano inconsapevolmente alla lingua italiana.

Un mondo dove la «bontà» di una traccia può essere messa in crisi, un’evidenza può essere «solare» come una giornata di mare e «rilievi tanatologici» fanno crescere colline tra le pianure di Garlasco.

Accanto a questo universo di rilievi anatomici, tracce molecolari e intercettazioni telefoniche, dove appare secondaria se non assente la ricerca di un movente, emerge il controcanto delle voci fantasmatiche che forse hanno abitato i corpi delle vittime quanto quelle dei carnefici.

Il nostro dialogo impossibile con loro.